domenica 7 marzo 2010

IL DURO LAVORO DEL RECENSORE

Solitamente un gruppo tende a mettere in luce le recensioni che probabilmente meglio esaltano il nome del gruppo stesso, e noi chiaramente questo lo facciamo :-)

Ci sembra anche interessante però pubblicare chi il nostro lavoro lo critica, per cercare di capire effettivamente come correggere il tiro di un percorso musicale costantemente in sviluppo, o per riflettere sul processo di recensione a cui un gruppo (emergente e non) viene sottoposto una volta fatto uscire un disco.

Raramente ci capita di interfacciarci con recensioni, positive o negative, che abbiano davvero un valore utile perchè scavano a fondo nel prodotto, poche sono le volte in cui le persone hanno una reale consapevolezza di cosa si parla nei testi, ad esempio, anche solo a grandi linee, al di là della semplice citazione della cartella stampa, molte poche quelle in cui si cerca di tracciare una reale valutazione del prodotto se non per fornire all'utente una descrizione prettamente utilitaristica, nei casi più estremi sono addirittura repliche di qualche recensione già uscita che raggirano magistralmente lo sforzo di volersi ascoltare il cd o create per seguire qualche testata leader. Un grosso errore talvolta è anche quello di far scrivere chi magari è lontano da un tuo mondo musicale.
Spesso sono poche righe, molto spesso spuntano nomi di gruppi a cui somigli basate su canonici stereotipi, sovente sono approssimative, ma molto pretenziose, senza considerare quanto possa essere difficile la creazione di una novità REALE (e non percepita, come più volte succede nel panorama "indipendente" italiano), e per questo tralasciando sfumature molto più importanti, le intenzioni, prima di tutto. Questo forse causato anche dall'eccessiva saturazione formale che assume la musica attuale, che qua in Italia è strettamente legato all'immaginario pop(olare?) macchiato da "demoniache" realtà che trovano nei Negramaro l'ormai imprescindibile punto di riferimento (E il fatto che noi si abbia la EMI come CASA EDITRICE – non etichetta...e questo cambia decisamente le cose – talvolta aggrava i pregiudizi).
Tutto ciò vale comunque per qualsiasi tipo di parere, perchè crea un parametro di riferimento dozzinale e ipersoggettivo totalmente inutile da acquisire come reale riferimento critico, ma questa iperdemocrazia è forse uno dei più grandi pregi della nostra amica neocandidata al premio nobel per la pace chiamata rete.

Noi cerchiamo di riconoscere chi il lavoro lo fa bene e usa le parole in maniera saggia e costruttiva per noi e per tutti i possibli fruitori, e stimiamo chi riesce ad essere critico senza per forza ricorrere all'equazioni triste=radiohead, falsetto=negramaro/muse, paroledifficili=marlenekuntz, paroledifficili+parolacce=afterhours, ...[per la serie completa rimandiamo al dizionario del recensore medio].

Per la cronaca riportiamo una recensione di qualche giorno fa che ha creato un piccolo ed interessante dibattito, senza per questo annoverarla tra le buone o tra le brutte recensioni, ma solo a titolo esemplificativo per la categoria "recensione critica con reazioni".

Recensione de "La Teoria Degli Atomi" su Nerdsattack


Saluti!!

cocKoo

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